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Gare e atleti

Speciale Olimpiadi: sorpresa LEDECKA

Questa notte, nello studio di apertura della giornata olimpica del Super G, quando Max Blardone da la Ester LEDECKA nel pronostico delle medaglie, ho pensato che l’avesse pescata un po’ troppo lontana quella outsider di cui devi tenere conto ad un evento Olimpico. Ma qui parliamo di una polivalente che fra tavola e sci può lavorare solo a mezzo regime in entrambi. Quindi abbiamo da una parte i mostri dello sci, che hanno investito tutto il loro tempo nell’automatizzazione del gesto, nella gestione delle variabili, nel set up del materiale (per Vonn con investimenti ingenti da capogiro e 350 i paia di sci esportati in Corea per i test di selezione) per arrivare nella condizione ideale al momento olimpico, seguendo un percorso, quello della specializzazione tecnica, che parte da lontanissimo e per qualcuna arriva ad estremizzarsi fino alla scelta di una sola disciplina … e dall’altra, invece, abbiamo una ragazzina già in testa alle classifiche di Coppa di snowboard che, con il suo settimo posto di Lake Louise, rappresenta un imprevedibile elemento di disturbo anche per puriste sciatrici DOC. L’esito della gara lo conosciamo già e ha avuto una cassa di risonanza tale da tradurre la trasversalità sportiva di Ester in globalità mediatica, una bomba che riporta lo sci al centro delle notizie generaliste perché in fondo è da sempre l’imprevedibilità che affascina, se poi associata al coronamento del sogno olimpico si parla di favola accessibile a tutti anche ai meno appassionati della materia. Quindi con Ester vince lo sci, risultato che relativizza tutto: la delusione di Sofia per quella goggiata che l’ha privata di un Oro certo, le lacrime di disperazione di Gut per il solo bronzo, poi medaglia di legno per un centesimo, l’amarezza di Schnarf ancora una volta beffata dalle Olimpiadi, la gioia del ritorno della campionessa Olimpica VEITH con la sua storia di calvario … ma non chiamiamola casualità, sarebbe ingiusto per Ester come per lo sport in senso lato relegare questa sorprendente vittoria al mero caso. È ora invece a mio avviso di rivalutare tutto: dai comportamenti Vip delle big, ai percorsi sportivi federali. Rivedendo proprio con Max la gara di GS di soli due giorni fa, dove proprio LEDECKA era stata autrice di due manche all’insegna della massima adattabilità al segno, alla neve, ai tracciati, abbiamo notato che questa acerba Ceca ha delle prerogative tecniche uniche e singolari, come ad esempio la costante aderenza al terreno, una centratura del bacino sui piedi sempre contenendo le inclinazioni e un’ interpretazione delle variazioni di ritmo strepitosa. Esperienza transfert bilaterale dell’apprendimento motorio, la chiamano gli esperti, questa capacità del corpo dell’atleta di trovare soluzioni complementari attingendo da sport affini. Sulla carta tutti d’accordo e io per prima per mia figlia Lara ho preferito che intraprendesse due percorsi paralleli: sci e pattinaggio. Così anche nel nostro sci club abbiamo ideato una programmazione che contempli anche il free ski, lo sci in park, i rollerblade … ma non credo sia ancora abbastanza, occorre anche riflettere sull’importanza della componente psicologica nel poter disporre di più opportunità per esprimersi senza voler imbrigliare l’atleta in un focus talmente ristretto da generare quella fatidica ansia da prestazione che fa tremare le ginocchia anche ai mostri sacri dello sci e in questo le Olimpiadi insegnano!

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